
Il centro della terra è rigido? L'opinione di Camille Flammarion sul Corriere della Sera, 1908
Se la terra fosse in gran parte liquida, la crosta di 100 chilometri sarebbe regolarmente spezzata ogni giorno. La divulgazione scientifica arrivava in Ticino via Parigi e Milano.
Il 21 dicembre 1908, pochi giorni prima del terremoto di Messina, un giornale ticinese riprende dal Corriere della Sera un dispaccio da Parigi: l'opinione comune che la terra sotto la crosta solida sia una massa incandescente va perdendo terreno, è proprio il caso di dirlo. Il noto astronomo Camille Flammarion pubblica un articolo in cui ricorda la teoria di lord Kelvin: se la terra fosse in gran parte liquida, la porzione liquida dovrebbe obbedire alle leggi delle maree e la crosta di 100 chilometri di spessore non potrebbe opporvisi, sarebbe regolarmente spezzata ogni giorno.
Testo integrale del ritaglio
Il centro della terra è rigido? L'opinione di C. Flammarion Mandano da Parigi, 20, al Corriere della Sera di Milano: L'opinione comune è che la terra, al disotto della crosta solida, sia costituita da una massa incandescente. Anche questa opinione al pari di molte altre va perdendo terreno — è proprio il caso di dirlo. Il noto astronomo Camillo Flammarion pubblica in proposito un articolo in cui ricorda anzitutto la teoria di lord Kelvin sulle condizioni interne del globo: « Se la terra fosse in gran parte liquida, la porzione liquida dovrebbe obbedire alle leggi delle maree e la crosta di 100 chilometri di spessore non potrebbe opporvisi. La crosta sarebbe regolarmente spezzata ogni giorno. »