
Faida tra giornali ticinesi: la Gazzetta Ticinese ironizza sul proporzionalismo, 1916
Quando "scrivere bubbolle" era un'accusa da prima pagina e le faide tra giornali si giocavano a colpi di modi di dire.
Il 30 ottobre 1916 la Gazzetta Ticinese pubblicò una risposta ironica a un'affermazione del Popolo e Libertà sul proporzionalismo nei governi. Il Popolo e Libertà sosteneva che tutti i popoli maturi avessero adottato il concetto proporzionalistico nella costituzione dei loro governi. La Gazzetta Ticinese replicò invitando, pregando e supplicando il giornale rivale di citare almeno un altro popolo, oltre al Ticino tra il 1893 e il 1904, che avesse applicato il proporzionalismo al governo. Il tono era leggero e polemico, con espressioni come "scrivere di simili bubbolle" e "faccia seria" che oggi suonano d'altri tempi. La polemica rifletteva la vivacità del dibattito politico e giornalistico dell'epoca.
Testo integrale del ritaglio
Roba dell'altro mondo. Scrive il Popolo e Libertà: «Tutti i popoli giunti alla maturità della loro esistenza hanno applicato, in forma più o meno palese, il concetto proporzionalistico nella costituzione dei loro Governi». Il Popolo e Libertà è invitato, pregato, supplicato di citare un altro popolo, uno solo, il quale abbia applicato il proporzionalismo al Governo. Uno solo, che non sia il Ticino dal 1893 al 1904. Altro che i «tutti!». Ma come si fa a scrivere di simili bubbolle con faccia seria?