
Gli USA mettono a punto il loro pacchetto di ritorsioni per punire l'URSS in Afghanistan: quarantatré paesi chiedono la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza, 1980
Uno spettro terribilmente attuale: la lacerazione dei rapporti fra le grandi potenze riporta ai tempi della guerra fredda.
Sabato 5 gennaio 1980, prima pagina dell'Eco di Locarno, giornale indipendente della regione, prezzo 70 centesimi: gli USA mettono a punto il loro pacchetto di ritorsioni per punire l'URSS in Afghanistan. La cartina mostra la linea di demarcazione fra Afghanistan e Pakistan: le due linee che si dipartono da Kabul indicano la manovra a tenaglia compiuta dalle truppe sovietiche che si sarebbero ora assestate lungo i confini pakistani; da notare che quest'ultimo paese è legato agli Stati Uniti con un trattato di pace, e il governo americano ha già fatto sapere nei giorni scorsi che interverrà militarmente se l'Unione Sovietica, dopo avere invaso l'Afghanistan, cominciasse le operazioni di invasione del Pakistan. In vari paesi del mondo si susseguono manifestazioni di protesta contro l'intervento militare sovietico; anche paesi come la Repubblica popolare cinese, la Romania e la Jugoslavia hanno apertamente censurato l'intervento di Mosca come un'incompatibile ingerenza negli affari interni di un altro Stato. Quarantatré paesi hanno ieri formalmente chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Congresso americano fa slittare a tempo indeterminato l'approvazione dell'accordo con l'Unione Sovietica sulla limitazione delle armi nucleari. L'editoriale a fianco parla di uno spettro terribilmente attuale: la lacerazione dei rapporti fra le grandi potenze può oggi avere sbocchi imprevedibili, riportandoci ai tempi della guerra fredda.
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Testo integrale del ritaglio
ECO DI LOCARNO — 6600 Locarno, sabato 5 gennaio 1980 — Anno XLV - N. 2 - Prezzo: fr. 0.70 GIORNALE INDIPENDENTE DELLA REGIONE (con il supplemento «TELERADIO 7») — ESCE OGNI MARTEDÌ, GIOVEDÌ E SABATO Gli USA mettono a punto il loro «pacchetto» di ritorsioni per «punire» l'URSS in Afghanistan Uno «spettro» terribilmente attuale Il cielo terso di questo primissimo scorcio d'anno non ha purtroppo diradato le minacciose nubi che si sono addensate l'anno scorso sulla scena politica internazionale. Queste nubi, anzi, hanno assunto tinte ancora più fosche, anche per l'obiettiva incapacità delle Nazioni Unite di svolgere un'azione risolutiva: l'emergere di interessi e di finalità contrastanti sembra infatti paralizzare la massima Organizzazione mondiale e le ferite così aperte, in questa o quella parte del mondo, invece di rimarginarsi si incancreniscono, riportandoci ai tempi della «guerra fredda». La lacerazione dei rapporti fra le grandi potenze può oggi avere sbocchi imprevedibili, anche perché si innesta su una situazione economica generale che non è delle più tranquille; l'invasione [...] Questa è la linea da cui dipende l'entrata in guerra degli Stati Uniti In questa cartina la linea di demarcazione fra l'Afghanistan e il Pakistan. Le due linee che si dipartono da Kabul, capitale dell'Afghanistan, indicano la manovra a tenaglia compiuta dalle truppe sovietiche che si sarebbero ora assestate lungo i confini pakistani. Da notare che quest'ultimo paese è legato agli Stati Uniti con un trattato di pace. Il governo americano, d'altra parte, ha già fatto sapere nei giorni scorsi che interverrà militarmente se l'Unione Sovietica, dopo avere invaso l'Afghanistan, cominciasse le operazioni di invasione del Pakistan.