
Sui banchi i bimbi slavi: una settantina di scolari stranieri nelle elementari fra Locarno e Ascona, agosto 1992
Le sedi di Locarno, Ascona e Losone accolgono i figli delle famiglie arrivate dalla ex Jugoslavia.
Agosto 1992. Saranno soprattutto le sedi di Locarno, Ascona e Losone ad accogliere, per l anno scolastico che sta per iniziare, gli scolari stranieri residenti nella regione: essenzialmente di origine slava, complessivamente oltre una settantina, si apprestano a fare il loro ingresso nelle scuole elementari locali a fianco dei coetanei ticinesi. A differenza di quanto la loro provenienza farebbe supporre, i centri scolastici non sono stati ancora interessati dall effetto Bosnia, spiega Adolfo Tommasini, direttore delle scuole del capoluogo del distretto, che prossimamente attendono l arrivo di una trentina di bambini confederati o provenienti da altre parti del cantone; l anno prima a Locarno le elementari avevano accolto numerosi croati. Le Repubbliche della ex Jugoslavia costituiscono invece il luogo di origine dei trenta nuovi allievi delle scuole asconesi, mentre a Losone gli scolari saranno una quindicina. Nelle valli, nonostante la presenza di stranieri per lo piu slavi e portoghesi, non vi sono bambini in eta scolare: solo la scuola dell infanzia di Vogorno, in Verzasca, ospitera un piccolo slavo. Cio dipende anche dallo statuto di lavoratori stagionali dei genitori, solitamente assenti dalla Svizzera in gran parte dei mesi coincidenti con l anno scolastico.
Testo integrale del ritaglio
Una sessantina tra Locarno e Ascona Sui banchi i bimbi slavi Saranno soprattutto le sedi di Locarno, Ascona e Losone ad accogliere, per l'anno scolastico che sta per iniziare, gli scolari stranieri residenti nella regione. Essenzialmente di origine slava i piccoli studenti, complessivamente oltre una settantina, si apprestano cosi' a fare il loro ingresso nelle scuole elementari locali a fianco dei coetanei ticinesi. A differenza di quanto la loro provenienza farebbe supporre, i nostri centri scolastici non sono stati ancora interessati dall'"effetto Bosnia", spiega Adolfo Tommasini, direttore delle scuole del capoluogo del distretto, che prossimamente attendono l'arrivo di una trentina di bambini confederati o provenienti da altre parti del cantone. Lo scorso anno a Locarno le elementari avevano accolto numerosi croati. Le Repubbliche della ex Jugoslavia costituiscono, invece, il luogo di origine dei trenta nuovi allievi delle scuole asconesi. Mentre a Losone, come lo scorso anno, gli scolari saranno una quindicina. Nelle valli, nonostante la presenza di stranieri, per lo piu' slavi e portoghesi, non vi sono, per contro, bambini in eta' scolare (solo la scuola dell'infanzia di Vogorno, in Verzasca, infatti, ospitera' un piccolo slavo). Cio' dipende anche dallo statuto di lavoratori stagionali dei genitori, che sono solitamente assenti dalla Svizzera in gran parte dei mesi coincidenti con l'anno scolastico.