
Tre mesi di carcere e sfratto per tre cassette di sigari da 8 franchi, Lugano 1892
Il procuratore ne chiedeva un anno. Il tribunale, clemente, tre mesi più l'espulsione dalla Svizzera. Per otto franchi di sigari.
Il 28 novembre 1892 davanti al tribunale di Lugano si svolge il processo contro Dacirio Merisi di Milano, muratore di 25 anni, per un furto commesso di notte e con scalamento in ottobre ai danni di Antonio Gandini di Ponte Tresa. L'imputato è reo confesso e già condannato in Italia. Il procuratore pubblico Conti, trattandosi solo di tre cassette di sigari del valore di circa 8 franchi, chiede un anno di detenzione, 37,50 franchi di tassa di giustizia, le spese e lo sfratto. Il difensore avvocato Lorenzo Brentani contesta lo scalamento e chiede la libertà. Il tribunale condanna Merisi per furto semplice a tre mesi di detenzione, computato il carcere preventivo, alle spese e allo sfratto espiata la pena.
- 8 CHF tre cassette di sigari rubate (valore totale)
- 37.50 CHF tassa di giustizia (per processo)
Testo integrale del ritaglio
Cronaca giudiziaria. Lugano 28 novembre. — Oggi si svolse innanzi questo tribunale il dibattimento nel processo costrutto contro Merisi Dacirio, di Milano, muratore, d'anni 25, per furto commesso in danno di Antonio Gandini di Ponte-Tresa, fatto avvenuto di notte tempo e con scalamento nel decorso mese di ottobre. L'imputato è confesso pienamente, e venne già condannato in Italia per altro reato. Interrogata la parte Civile, il Procuratore Pubblico Conti domanda, nella sua requisitoria, che sia stabilito, in base alle risultanze del dibattimento ed alla confessione giudiziale del prevenuto, che il furto è accompagnato della qualifica dello scalamento, e quindi l'accusato — ammettendo in di lui favore tutte le circostanze attenuanti possibili, trattandosi solo di tre (3) cassette di zigari del valore di circa 8 franchi, — sia condannato alla pena della detenzione di un (1) anno, scontato il carcere preventivo, alla tassa di giustizia di fr. 37.50 ed alle spese processuali, nonchè allo sfratto, espiata la pena. Il difensore avv. Brentani Lorenzo sostenne che non vi è scalamento, perchè di ciò manca la prova legale, e che, ammesse le attenuanti già accennate dalla Procura Pubblica, il prevenuto venga messo in libertà. Subordinatamente gli sia applicato il minimo della pena. Dopo lo scambio d'alcune osservazioni tra il Procuratore Pubblico ed il difensore. Il tribunale si ritirò per la sentenza la quale così suona: Merisi, ritenuto colpevole di furto semplice, viene condannato alla pena di tre mesi di detenzione computato il carcere già sofferto preventivamente, ed alle spese processuali, non chè allo sfratto, espiata la pena.