
Pubblicato98 anni fa
· curiosita
Dopo il caffè: il giovane dottore corre a curare il contadino che si è rotto una gamba, ma alla porta gli spiegano che serve il falegname, 1928
Ma che falegname! Sono il medico. No, sor dottore, a noi ci serve il falegname: allo zio Antonio si è rotta la gamba di legno.
Il 30 aprile 1928, nella rubrica di barzellette Dopo il caffè: il giovane e zelante dottore ha appreso della disgrazia toccata a un contadino che si è rotto una gamba e corre a visitarlo. È qui che abita zio Antonio? Sì, sì, passi pure: lei è il falegname? Ma che falegname! Sono il medico, borbotta risentito il dottore. Nu, no, sor dottore, a noi ci serve il falegname, a zio Antonio si è rotta la gamba di legno. Le protesi in legno erano comuni tra i reduci e i mutilati del lavoro, e a ripararle era davvero il falegname.
E oggi?La battuta funzionava perché tutti conoscevano qualcuno con una gamba di legno: mutilati della guerra e infortunati sul lavoro erano parte del paesaggio.
Testo integrale del ritaglio
Dopo il caffè Il giovane e zelante dottore ha appreso della disgrazia toccata ad un contadino che si è rotta una gamba e corre a visitarlo: — E' qui che abita zio Antonio? — Sì, sì, passi pure: lei è il falegname? — Ma che falegname! Sono il medico — borbotta risentito il dottore. — Nu, no, sor dottore, a noi ci serve il falegname... zi' Antonio s'è rotta la gamba di legno!