
Arbitrio scandaloso alla dogana di Ponte Chiasso: bloccati velocipede e carrozza, 1889
È svizzero Lei? Senza dubbio. Allora non permetto che passi neppure la vettura. Un doganiere italiano, un ciclista vodese e una protesta al Consiglio federale.
Il 3 giugno 1889 le Notizie Ticinesi denunciano un arbitrio scandaloso alla dogana italiana di Chiasso. Un amico del giornale andava a Como in vettura con la moglie e il bambino, accompagnato da un amico vodese in velocipede. A Ponte Chiasso l'impiegato della dogana italiana Angelo Vari ha preteso che il velocipede non passasse senza una forte tassa di cauzione; alla replica che era un semplice mezzo di trasporto come la vettura, il doganiere ha chiesto se la vettura fosse sua e se fosse svizzero, e ha bloccato anche quella. Velocipede e carrozza sono rimasti a Chiasso e la famiglia è andata a Como con altro mezzo. Una protesta è stata inviata al Consiglio federale.
Testo integrale del ritaglio
NOTIZIE TICINESI. Un arbitrio scandaloso alla dogana italiana di Chiasso. — Jeri un egregio amico nostro recavasi colla propria vettura a Como in compagnia della sua signora e del proprio bambino. Era con lui un amico vodese che recavasi pure a Como col proprio velocipede, quando, giunti a Ponte Chiasso, l'impiegato della dogana italiana — Angelo Vari — protestò che il velocipede non poteva passare la frontiera se prima il proprietario non avesse pagato una forte tassa di cauzione. L'amico nostro avendo fatto osservare che non trattavasi di un oggetto di contrabbando, bensì di un semplice mezzo di trasporto come la sua vettura: Come! interruppe quel signor Vari, è sua la vettura? Sì certo. È svizzero Lei? Senza dubbio. Allora non permetto che passi neppure la vettura. E così fu: velocipede e carrozza dovettero rimanere a Chiasso, e l'amico nostro colla sua famiglia dovette recarsi a Como come potette con altro mezzo. Sappiamo che una protesta è stata inviata immediatamente al Consiglio federale; ma il fatto è tanto grave che noi speriamo di vederlo spontaneamente e senza indugio riparato dalla stessa Autorità italiana.