
Il primo numero del Giornale del Popolo, 18 novembre 1926: il vescovo Aurelio approva il programma del giornale cattolico di Lugano e invoca le benedizioni di Dio sugli scrittori e sui lettori, 1926
Un giornale che, mantenendosi al di fuori e al di sopra delle competizioni dei partiti, lumeggia i problemi alla luce dei principi cattolici. La lettera del vescovo in prima pagina, il giorno zero.
Il 18 novembre 1926 esce il numero di saggio del Giornale del Popolo di Lugano, che sarebbe uscito per novant'anni. In prima pagina, sotto il titolo La nostra direttiva, la lettera del vescovo alla redazione: ho esaminato il programma al quale codesta redazione intende attenersi nel redigere il Giornale del Popolo, prossimo ad apparire al nostro pubblico. Trovo che è il programma limpido e preciso del giornale cattolico: del giornale cioè che, mantenendosi al di fuori ed al di sopra delle competizioni dei partiti, lumeggia i problemi e gli avvenimenti alla luce dei principi cattolici. Perciò approvo il programma, ed approvo il giornale, in quanto a tal programma, come voglio essere sicuro, rimarrà fedele. Invoco le benedizioni di Dio sopra gli scrittori e sopra i lettori del giornale, augurando al medesimo la diffusione più larga, affinché il nostro popolo ne tragga frutti buoni di sempre maggiore elevamento cristiano e civile, di fraterna ed operosa concordia. Firmato Aurelio, vescovo e amministratore apostolico. Il Giornale del Popolo ha chiuso nel 2018.
Testo integrale del ritaglio
La nostra direttiva Alla Redazione del « Giornale del Popolo » - Lugano Ho esaminato il programma, al quale codesta Redazione intende attenersi, nel redigere il « Giornale del Popolo », prossimo ad apparire al nostro pubblico. Trovo che è il programma limpido e preciso del giornale cattolico: del giornale cioè che, mantenendosi al di fuori ed al di sopra delle competizioni dei partiti, lumeggia i problemi e gli avvenimenti alla luce dei principi cattolici. Perciò approvo il programma, ed approvo il giornale, in quanto a tal programma — come voglio essere sicuro — rimarrà fedele. Invoco le benedizioni di Dio sopra gli scrittori e sopra i lettori del giornale augurando al medesimo la diffusione più larga, affinchè il nostro popolo ne tragga frutti buoni di sempre maggiore elevamento cristiano e civile, di fraterna ed operosa concordia. † AURELIO, Vescovo, Amm. Ap.