
Condannato per aver disertato un invito a pranzo: un tribunale parigino condanna a sessanta franchi chi non si presentò alla cena, con le ostriche già aperte in tavola, 1929
Il giudice ascolta i camerieri: la cena era pronta e andava consumata pochi istanti dopo. Chi diede buca dovette pagare l'intero conto.
Nel novembre 1929 la rubrica Le notizie curiose riferisce una sentenza parigina. Un noto suonatore di jazz di Parigi aveva invitato a cena in un ristorante di Montmartre un conoscente. L'anfitrione, per fare onore all'invitato, arrivò in anticipo al ristorante e cinque minuti prima dell'ora fissata fece preparare sul tavolo un ricchissimo antipasto, ostriche già aperte comprese, e su un tavolino laterale il rimanente della cena. L'invitato però, dopo essersi fatto aspettare un paio d'ore, non comparve affatto. Il suonatore, indignato, pensò che il miglior modo di vendicarsi fosse rivolgersi al tribunale affinché il maleducato venisse condannato al risarcimento delle spese. Il giudice, ascoltati come testimoni i camerieri che affermarono di aver preparato la cena in modo che dovesse essere consumata pochi istanti dopo, ha condannato il giudicabile a sessanta franchi più le spese processuali. Il testo originale descrive i protagonisti con termini e generalizzazioni razziste correnti nella stampa dell'epoca.
- 60 FRF risarcimento per la cena disertata (più spese processuali)
Testo integrale del ritaglio
LE NOTIZIE CURIOSE Condannato per aver disertato un invito a pranzo. — Un tribunale parigino, chiamato a decidere su una singolare richiesta di danni, ha emesso una sentenza forse ancora più curiosa. Un negro fra i più noti suonatori di jazz di Parigi aveva invitato sere sono a cena in un ristorante di Montmartre un conoscente, dalla pelle del medesimo suo colore. L'anfitrione per fare onore all'invitato andò per tempo al ristorante prescelto e, poiché la puntualità sembra essere fra i negri cagioni di guerra o di pace, cinque minuti prima dell'ora fissata fece preparare sul tavolo un ricchissimo antipasto (ostriche già aperte, comprese) e, su un tavolino laterale, il rimanente della cena. L'invitato però dopo essersi fatto aspettare un paio d'ore non comparve affatto e il suonatore di jazz, indignato, pensò che il miglior modo per vendicarsi era di rivolgersi al tribunale affinché il maleducato venisse condannato al risarcimento delle spese. Il giudice, ascoltati come testi i camerieri che affermarono avere essi provveduto a preparare la cena in modo che questa doveva essere consumata pochi istanti dopo, ha condannato il giudicabile a sessanta franchi più le spese processuali.