
Un tafferuglio in via Pietro Peri: il fascista scaglia una o due tazze di birra addosso a un ticinese, che per ringraziarlo delle sue cortesie gli dà un paio di bastonate, 1929
Qui non siamo ancora in terra di conquista; qui la democrazia non è ancora putrefatta. Il distintivo del fascio in Ticino era già una provocazione.
Il 10 giugno 1929 un giornale ticinese racconta un tafferuglio avvenuto la sera prima in via Pietro Peri, per opera del solito fascista tracotante. Davanti alla bottega del popolare Gin è avvenuto uno scambio di parole tra un passante e un fascista che ostentava il distintivo; distintivo fascista significa per sé provocazione. Dalle parole piane ai fatti il passo è stato assai breve: il fascista gesticola dapprima, poi scaglia una o due tazze di birra all'indirizzo di un ticinese, il quale, da uomo assai mobile, ha fatto subito civetta e per ringraziare il fascista delle sue cortesie gli ha dato un paio di bastonate. Un breve serra serra e tutto è finito lì. Il giornale aggiunge che il comizio di Bellinzona, al quale hanno partecipato cittadini di ogni colore politico, ha detto chiaro che è ora di finirla: qui non siamo ancora in terra di conquista, qui la democrazia non è ancora putrefatta, qui è ora che si possa vivere in pace senza che gente venga a provocare, sia pure con un distintivo del fascio, distintivo che rappresenta una lunga dolorosa odissea di stragi e di misfatti. Negli anni Venti e Trenta i fasci italiani erano attivi anche in Ticino e gli scontri di piazza erano frequenti.
Testo integrale del ritaglio
UN TAFFERUGLIO Lo sapevamo bene, noi, che l'assenza dei gendarmi dalla città non avrebbe potuto impedire inconvenienti come quello che si è verificato, ieri sera, in Via Pietro Peri, per opera del solito fascista tracotante. Raccontiamo come ci si è riferito. Dinanzi alla bottega del popolare Gin è avvenuto uno scambio di parole tra un passante ed un fascista ostentante il... distintivo. Distintivo fascista significa per sè provocazione. Dalle parole piane ai fatti, il passo è stato assai breve. Il fascista gesticola dapprima, poi scaglia una o due «tazze» di birra all'indirizzo di un ticinese. Il quale, da uomo assai mobile, ha fatto subito civetta e per ringraziare il fascista delle sue cortesie gli ha dato un paio di bastonate. Un breve serra serra. E tutto è finito lì. Ma non hanno ancora capito, i signori fascisti, che l'aria incomincia a diventare calda; anche solo con l'esibizione del distintivo? Ieri, il comizio di Bellinzona del quale si parla in altra parte del giornale ed al quale hanno partecipato cittadini di ogni colore politico, ha detto chiaro che è ora di finirla! Qui, non siamo ancora in terra di conquista; qui la democrazia non è ancora putrefatta; qui è ora che si possa vivere in pace, senza che gente venga a provocare, sia pure con un distintivo del fascio, distintivo che rappresenta, al postutto, una lunga dolorosa odissea di stragi e di misfatti.