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Rigurgito di pornografia: a Locarno sono giunte in busta chiusa offerte indirizzate a nominativi probabilmente desunti dall'elenco telefonico, con illustrazioni la cui sola descrizione basterebbe a giustificarne il sequestro, 1969
Ritaglio di giornale, 14 giugno 1969. Clicca per ingrandire.
Pubblicato57 anni fa
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Rigurgito di pornografia: a Locarno sono giunte in busta chiusa offerte indirizzate a nominativi probabilmente desunti dall'elenco telefonico, con illustrazioni la cui sola descrizione basterebbe a giustificarne il sequestro, 1969

Quello che lascia perplessi è il fatto che tale pubblicità e commercio siano non diciamo ammessi ma tollerati nel nostro paese.

Il 14 giugno 1969 un articolo intitolato Rigurgito di pornografia: da qualche tempo si può dire non ci sia giornale in Europa che non abbia segnalato l'ondata di stampa pornografica che va dilagando in maniera paurosa. La spinta iniziale all'ondata è venuta dal nord: sembra che nei paesi scandinavi l'hobby della pornografia abbia infranto le dighe della discrezione, di quel ritegno che fino a poco tempo fa limitava il traffico di fotografie e pubblicazioni in ambienti ristretti. Così l'ondata ha raggiunto altri lidi, anche la Svizzera e il Ticino che prima erano soltanto lambiti marginalmente da questo osceno traffico. Proprio in questi giorni se ne è avuta una ennesima prova: a Locarno sono giunte, in busta chiusa, delle offerte indirizzate a nominativi probabilmente desunti dall'elenco telefonico. Queste offerte comprendono una distinta delle pubblicazioni ottenibili: la distinta è accompagnata da una serie di illustrazioni a colori la cui ristampa sul nostro giornale o anche la sola descrizione basterebbero a giustificarne il sequestro. Per ottenerle basta scrivere all'indirizzo fornito e inviare l'importo richiesto a una casella d'un ufficio postale d'una grande cittadina climatica in Svizzera. Quello che lascia perplessi è il fatto che tale pubblicità e commercio siano non diciamo ammessi ma tollerati nel nostro paese. Sapevamo che il Procuratore Pubblico federale mantiene aggiornata una lista di pubblicazioni oscene la cui importazione è proibita in Svizzera: come e perché allora è permessa l'importazione di queste altre edizioni che provengono, precisiamo, dalla Germania per essere trafficate in Svizzera?

E oggi?La Danimarca aveva liberalizzato la pornografia nel 1969 e il materiale cominciò a circolare per posta in tutta Europa; in Svizzera la revisione della legge arrivò solo nel 1992.
Testo integrale del ritaglio
Rigurgito di pornografia
Da qualche tempo si può dire non ci sia giornale in Europa che non abbia segnalato l'ondata di stampa pornografica che va dilagando in maniera paurosa. E non sono soltanto i giornali moralisti per vocazione che ne hanno fatto denuncia, ma tutti i giornali: quelli che, bene o male, riflettono il pensiero pubblico, l'opinione di tutti.
La spinta iniziale all'ondata è venuta dal nord: sembra che nei paesi scandinavi l'hobby (si può dir così?) della pornografia abbia infranto le dighe della discrezione, di quel ritegno che fino a poco tempo fa limitava il traffico di fotografie e pubblicazioni in ambienti ristretti, nei locali di dubbia fama, in vicoli malfamati, presso compiacenti portieri d'alberghetti con stanze ad ore, nei bar notturni d'infimo ordine.
Così l'ondata ha raggiunto altri lidi, anche la Svizzera e il Ticino che prima erano soltanto lambiti marginalmente da questo osceno traffico.
Proprio in questi giorni se ne è avuta una ennesima prova: a Locarno sono giunte, in busta chiusa, delle offerte indirizzate a nominativi probabilmente desunti dall'elenco telefonico. Queste offerte comprendono una distinta delle pubblicazioni ottenibili: la distinta è accompagnata da una serie di illustrazioni a colori la cui ristampa sul nostro giornale o anche la sola descrizione basterebbero a giustificarne il sequestro.
Le pubblicazioni sono destinate a uomini e a donne e ve ne sono anche per la categoria... «speciale».
Per ottenerle basta scrivere allo indirizzo che è fornito (anzi nell'invio è acclusa una speciale busta con indirizzo a stampa) e inviare, con l'apposito modulo verde di conto corrente postale anche accluso, l'importo richiesto ad una casella d'un ufficio postale d'una grande cittadina climatica in Svizzera.
Le pubblicazioni offerte hanno titoli sensazionali che da soli bastano a scandalizzare e non v'è alcuna esagerazione in quanto affermiamo.
Quello che lascia perplessi è il fatto che tale pubblicità e commercio siano non diciamo ammessi ma tollerati nel nostro paese. Se tanta sfacciata pubblicità è permessa vuol dire che i mercanti d'oscenità si sentono a ciò legittimati.
Il prezzo dei volumi e volumetti offerti è abbastanza caro ma evidentemente la clientela non deve mancare.
Sapevamo che il Procuratore Pubblico federale mantiene aggiornata una lista di pubblicazioni oscene la cui importazione è proibita in Svizzera. Come e perchè allora è permessa l'importazione di queste altre edizioni che provengono, precisiamo, dalla Germania per essere trafficate in Svizzera?
Ma forse finora esse sono riuscite a sfuggire, assieme ai loro mercanti, all'occhio dell'autorità.
Comuni
Locarno
Luoghi
Germania, Scandinavia
Temi
Cultura Giustizia Politica Commercio
Parole chiave
pornografia 1969 censura Locarno posta Danimarca morale importazioni elenco telefonico
Periodo
1969 anni 1960