Archivio di ritagli ticinesiDal 1839 · 912 ritagli
TiRicordi
La storia del Ticino che sui libri non c’è.
Rapina all'orologeria Varini in pieno centro a Locarno: rubati gioielli e orologi per 200'000 franchi, 1956
Ritaglio di giornale, 25 settembre 1956. Clicca per ingrandire.
Pubblicato70 anni fa
· Cronaca · Eco di Locarno

Rapina all'orologeria Varini in pieno centro a Locarno: rubati gioielli e orologi per 200'000 franchi, 1956

Una saracinesca abbassata solo fino a 40 cm da terra e una tecnica da film per entrare senza rumore: così i ladri svuotarono la vetrina.

Il 25 settembre 1956, la cronaca di Locarno riportò una rapina all'orologeria Varini, situata nel Palazzo Urbani sul Piazzale della stazione. I ladri agirono all'alba di domenica, penetrando nel negozio dopo aver abbassato la saracinesca solo fino a 40 cm da terra, abbastanza per lavorare indisturbati. Tagliarono il cristallo della porta d'accesso con un attrezzo usato per i pneumatici, evitando il rumore di una rottura. Rubarono gioielli, orologi e brillanti per un valore tra i 100'000 e i 200'000 franchi, lasciando solo oggetti di scarso valore e pochi contanti. La tecnica, allora inedita, fu ricostruita dalla polizia che indirizzò le indagini verso Milano. Il danno fu coperto da assicurazione, ma la precisione e la calma dei ladri colpirono la città.

E oggi?Oggi sistemi di allarme e videosorveglianza renderebbero impossibile una rapina così silenziosa e lunga in pieno centro cittadino.
  • 200000 CHF gioielli e orologi rubati (complessivo)
  • 8500 CHF brillante rubato (a pezzo)
  • 3500 CHF brillante rubato (a pezzo)
  • 4 CHF ciondoli per regalo (a pezzo)
  • 120 CHF contanti lasciati in cassa (in cassa)
Testo integrale del ritaglio
CRONACA DI LOCARNO
UN'ARDITISSIMA RAPINA NELL’OROLOGERIA VARINI
Rubati all’alba di domenica nel cuore della città preziosi per duecentomila franchi – I ladri hanno usato una nuova tecnica di furto – Prontamente iniziate le indagini, orientate verso Milano
Il signor Giorgio Varini, proprietario dell’omonima orologeria situata nel Palazzo Urbani sul Piazzale della stazione, ha avuto domenica una sgradita sorpresa.
Recatosi al proprio negozio di buon mattino, verso le ore 9.30, scorgeva la saracinesca del negozio abbassata. Lì per lì non ha dato importanza alla cosa pensando a una dimenticanza dell’agente della Securitas a cui compete il dovere di abbassarla la sera e di rialzarla al primo mattino. Ma ben presto dovette ricredersi. Alzata la saracinesca poté constatare che il «plateau» della vetrina principale dove erano esposti splendidi modelli di orologi delle più rinomate marche svizzere e numerosi articoli di gioielleria, con o senza brillanti, era stato completamente vuotato da ignoti ladri. Tra l’altro erano scomparsi un brillante di 3 carati e mezzo del valore di circa 8.500 franchi e un altro di 3.500 franchi, nonché orologi bracciali e anelli di grande pregio.
Il signor Varini allarmò immediatamente la Polizia che agli ordini del delegato signor Bernasconi e con la collaborazione della Securitas, si recò sul posto per rilevare le prime avvisaglie del misfatto e per rilevare le impronte digitali esistenti su mobili e sugli oggetti.
Frattanto è stato possibile ricostruire per sommi capi l’audace impresa. È quasi appurato con certezza che non può trattarsi dell’azione isolata di un singolo. L’agente della Securitas a cui compete la vigilanza della zona provvide, poco dopo mezzanotte, ad abbassare come di consueto il rolladen. Durante la notte ebbe più volte occasione di transitare nei pressi del negozio Varini senza notare alcuna anomalia. Verso le ore tre della notte scorse nella zona, due persone che non destarono con il loro contegno anormale nessun sospetto da parte dell’agente, il quale, proseguendo il suo lavoro notturno, ritornò alle ore 5 e mezzo per alzare il rolladen. Tutto era in ordine.
Che cosa sia successo da quel momento fino a quando il signor Varini non scoprì il furto è un mistero. I ladri, la cui abilità fu fuori dubbio, per aver essi operato senza provocare il funzionamento dell’allarme, determinarono l’installazione d’allarme e di sicurezza interna. Il funzionamento del negozio ordinava aver abbassato la saracinesca solo fino a una distanza cm. da terra, ha protetto i ladri durante il loro lavoro. Alcuni membri della banda devono essere restati fuori dal negozio a far da pali e a vigilare per dare l’allarme ai compari intenti al lavoro e forse sorvegliandoli dalla vetrina che dà sulla piazzetta adibita a posteggio, il cui rolladen era normalmente alzato e attraverso la quale è possibile vedere nell’interno.
Gli autori dell’audacissimo colpo, penetrati nel piccolo ingresso del negozio, hanno cosparso il cristallo della porta d’accesso, di uno spessore di circa mezzo centimetro, di una speciale colla simile alla gomma usata per la riparazione dei pneumatici, allo scopo di attutire il fracasso che avrebbe provocato l’eventuale caduta per terra dei frammenti di cristallo. In seguito, e assai abilmente, è stato praticato nella porta un’apertura verso l’angolo basso sinistro, di 60x50 cm, attraverso la quale si sono introdotti nell’interno. Immediatamente hanno cominciato a racimolare gli oggetti di valore esistenti sul piano della vetrina principale, ciò che dimostra come essi non fossero entrati un puro profani in fatto di gioielleria, in quanto hanno preso gli oggetti di maggior valore. Fatto il bottino, il cui volume non deve essere maggiore di quello di una piccola valigetta o di una grossa mappa, non hanno toccato altro, né la cassa, che conteneva soltanto 120 franchi e non era chiusa a chiave, né le altre vetrine esistenti nel negozio. Particolare curioso: dopo aver fatto il grosso malloppo si son attardati a raccogliere alcuni ciondoli per regalo, il cui valore è minimo (circa fr. 4.- al pezzo), staccandoli dal «plateau» situato sul fondo della vetrinetta superiore del banco di vendita, ancore erano attaccati, singolarmente, con degli spilli, lasciando invece intatte le altre vetrine del banco, che contenevano oggetti preziosi, braccialetti, anelli, medaglie di un valore complessivo e ingente. I ladri dovrebbero aver impiegato circa un’ora per effettuare il colpo.
Nelle selle di tutti gli altri loro operosi, doveva essere tornata, i ladri hanno allora sollevato la saracinesca e, senza allarmare nessuno, sono riusciti a fuggire all’esterno e poi l’hanno riabbassata fino a pochi centimetri da terra, nella posizione in cui l’ha trovata alcune ore più tardi il signor Varini.
Questo colpo ladresco è di un’arditezza senza pari e crediamo non abbia precedenti nella cronaca nera del nostro cantone.
Resta da comprendere come i ladri abbiano potuto lavorare tranquilli nel negozio in cui la piazza della stazione è abbastanza animata, sia per la sua posizione centrale, sia per la partenza e l’arrivo di treni nella vicina stazione delle FFS e nei binari delle FRT sui quali, a circa quindici metri dal negozio Varini, stazionano le motrici del treno di pianura. D’altra parte di sera, specialmente, nel vicino Ristorante Gamberini, che quasi confina col negozio, prestano la loro opera gli addetti alla pulizia dei locali.
Circa l’identificazione dei ladri si brancola nel buio. Alcuni passanti credono di aver visto un’auto ferma sotto gli alberi presso la stazione e diritta alla gioielleria. Ma all’una e 14.00 ritrovata una sera di sabato ad Ascona e ritrovata in seguito a Riazzino. Non si può escludere che i ladri si siano serviti di più automobili.
Frattanto la polizia procede nelle proprie indagini tra le quali nella giornata di ieri, sembra siano state orientate verso Milano. Non è ancora nota l’identificazione delle impronte digitali trovate sui mobili del negozio che sono attualmente all’esame della polizia in quanto le confrontano con quelle esistenti nei propri archivi.
Il signor Varini è ottimista circa l’esito delle indagini, ritiene che prima o poi i ladri finiranno col compiere il passo falso che dovrà smascherarli, in quanto gli oggetti rubati e l’originalità dei disegni e per il numero di montatura che li contraddistingue, non dovrebbe risultare difficile la loro identificazione.
Il danno è attualmente in via di accertamento: dovrebbe oscillare tra i 100.000 e 200.000 franchi. È possibile che il valore del colpo si avvicini più a quest’ultima cifra. Comunque il danno è coperto interamente da una polizza di assicurazione.
Comuni
Locarno
Luoghi
Piazzale della stazione, Palazzo Urbani, Milano, Ascona, Riazzino, Ristorante Gamberini
Persone
Giorgio Varini, Bernasconi
Ditte e marchi
Orologeria Varini, Securitas
Temi
Cronaca nera Giustizia Curiosità Commercio
Sezioni
Quanto costava Oggi impensabile
Parole chiave
rapina orologeria tecniche di furto saracinesca Locarno anni '50 gioielli rubati polizia assicurazione
Periodo
1956 anni 1950