
La condanna di uno scroccone: il panettiere Giuseppe Mayoleth davanti alle Assise di Bellinzona per una serie di truffe la cui elencazione impiegherebbe mezza colonna di giornale, 1949
Si era finto agente di polizia incaricato di un'inchiesta su un furto, si è fatto consegnare il portamonete per controllo e l'ha sottratto.
L'8 marzo 1949, cronaca giudiziaria da Bellinzona. Lunedì mattina, davanti alla Corte delle Assise criminali sedenti a Bellinzona e presieduta dall'avvocato Gastone Luvini, presidente, coi giudici avvocati Aldo Camponovo e Vincenzo Traversa e cogli assessori-giurati Buletti, Rampazzi, Taddei, Ricca e Lanini, coll'interprete avvocato Rausch da Lugano, si svolse il processo in odio di Giuseppe Mayoleth fu Lorenzo, da Untervaz nei Grigioni, del 1910, panettiere, coniugato, con prole, prevenuto colpevole di una serie di truffe la cui elencazione impiegherebbe mezza colonna di giornale. È poi accusato di furto per aver rubato a Battista Walter, di Giubiasco, a domicilio del quale si era recato asserendo di voler comperare la sua casa, una giacca-cappotto, un berretto grigio, un paio di scarpe, una pipa e una borsa per il tabacco, il 27 ottobre 1947; per aver sottratto con destrezza alla signora Chiarina Venzi una borsetta contenente un paio d'occhiali, due rosari e un portamonete con circa 2 franchi, l'11 gennaio 1948; per aver rubato alla signora Cherubina Camponovo un borsello contenente 55 franchi presentandosi a lei quale agente di polizia incaricato d'un'inchiesta relativa ad un presunto furto di 100 franchi perpetrato in un negozio in cui era entrata poc'anzi la parte lesa, facendosi presentare il portamonete per controllo e sottraendolo poscia. In più di violazione del bando per essere entrato in territorio del Canton Zurigo malgrado il decreto d'espulsione.
- 55 CHF denaro sottratto con il finto controllo di polizia (in un borsello)
Testo integrale del ritaglio
CRONACA GIUDIZIARIA BELLINZONA La condanna di uno scroccone Lunedì mattina, davanti alla Corte delle Assise criminali sedenti a Bellinzona e presieduta dall'avv. Gastone Luvini, presidente, coi giudici avv. Aldo Camponovo e Vincenzo Traversa e cogli assessori-giurati Buletti, Rampazzi, Taddei, Ricca e Lanini, coll'interprete avv. Rausch, da Lugano, si svolse il processo in odio di Giuseppe Mayoleth fu Lorenzo, da Untervaz (Grig.), del 1910, panettiere, coniugato, con prole, prevenuto colpevole di una serie di truffe, la cui elencazione impiegherebbe mezza colonna di giornale. Il M. è poi accusato di furto per aver rubato a Battista Walter, di Giubiasco, a domicilio del quale si era recato asserendo di voler comperare la sua casa, una giacca-cappotto, un berretto grigio, un paia di scarpe, una pipa e una borsa per il tabacco, il 27 ottobre 1947; sottratto con destrezza alla signora Chiarina Venzi una borsetta contenente un paio d'occhiali, due rosari, un portamonete con circa fr. 2 (11 gennaio '48); rubato alla signora Cherubina Camponovo un borsello contenente fr. 55 presentandosi a lei quale agente di polizia, incaricato d'un'inchiesta relativa ad un presunto furto di fr. 100 perpetrato in un negozio in cui era entrata poc'anzi la parte lesa, facendosi presentare il portamonete per controllo e sottraendolo poscia. In più di violazione del bando per essere entrato in territorio del Canton Zurigo malgrado il decreto d'espulsione.