
Un assalto che non c'è stato: ombre nel parco della villa di Nino Rezzonico a Porza, capo della Federazione fascista ticinese, spari dei proprietari e il cane lupo trovato avvelenato, 1934
Da parte dei supposti attaccanti nessuna risposta. L'unica vittima accertata dell'assalto notturno fu il cane di guardia.
Il 17 febbraio 1934, nella Cronaca di Lugano: ieri mattina, troppo tardi per essere comunicata al giornale, è corsa voce insistente in città di un assalto notturno effettuato alla villa dell'ingegner Nino Rezzonico, in Porza, capo della Federazione fascista ticinese. E fu bene che la notizia sia stata diramata tardi, perché subito nel pomeriggio l'inchiesta della polizia ha ristabilito l'equilibrio tra le voci esagerate e la verità. Si tratta di questo: verso le 23 della sera di giovedì i signori Rezzonico, alcuni amici locarnesi in visita e il personale di servizio sono stati allarmati da improvvise apparizioni di ombre nel parco della villa. Le ombre fittissime della notte, il vento che agitava i rami degli alberi e forse anche, non può essere escluso, l'incursione di qualcuno nel parco stesso, provocarono una sparatoria da parte dei proprietari e dei loro amici; da parte dei supposti attaccanti nessuna risposta. Si parlava del ferimento del segretario dell'ingegner Rezzonico e dell'uccisione del cane lupo di guardia: la prima notizia è stata smentita, la seconda confermata per quanto riguarda la morte del cane. La povera bestia è stata rinvenuta avvelenata nei campi vicini alla villa, così che si può ritenere la sua fine dovuta a qualche boccone seminato per distruggere le volpi.
Testo integrale del ritaglio
CRONACA DI LUGANO (Nos. corr. 17 febbraio) Un assalto che non c'è stato. Ieri mattina, troppo tardi per essere comunicata al giornale, è corsa voce insistente in città di un assalto notturno effettuato alla villa dell'ing. Nino Rezzonico, in Porza, capo della Federazione Fascista Ticinese. E fu bene che la notizia sia stata diramata tardi, perchè subito nel pomeriggio l'inchiesta della polizia ha ristabilito l'equilibrio tra le voci esagerate e la verità. Si tratta, in sostanza, di questo. Verso le 23 della sera di giovedì i signori Rezzonico, alcuni amici locarnesi che si trovavano in visita ed il personale di servizio sono stati allarmati da improvvise apparizioni di ombre nel parco della villa. Le ombre fittissime della notte, il vento che agitava i rami degli alberi, fors'anche, che non può essere escluso, l'incursione di qualcuno nel parco stesso, provocarono una sparatoria da parte dei proprietari e dei loro amici. Da parte dei supposti attaccanti nessuna risposta. Si parlava del ferimento del segretario dell'ing. Rezzonico e dell'uccisione del cane lupo di guardia. La prima notizia è stata smentita; la seconda confermata per quanto riguarda la morte del cane. La povera bestia è stata rinvenuta avvelenata nei campi vicini alla villa, così che si può ritenere la sua fine dovuta a qualche « boccone » seminato per distruggere le volpi. L'inchiesta della polizia è giunta alle conclusioni qui presentate.